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Mozart

PAOLINA LEOPARDI

2018

11x18   p. 112    ISBN 9788881675425

Disponibile eBook a € 6,99

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10,00 €

A cura e con un saggio introduttivo diElisabetta Benucci 

Se molto sappiamo della vita di Paolina – nota per essere la sorella di Giacomo Leopardi –, poco invece è stata studiata la sua attività di traduttrice e di scrittrice. Ma il testo Mozart, pubblicato nel 1837 come versione italiana di un non identificato testo francese, mostra invece le qualità di questa nobildonna che si dedica alla scrittura; una scrittura creativa, nascosta sotto l’etichetta di “traduzione”. Paolina infatti costruisce un testo autonomo, che non è solo una ricostruzione biografica della vita del grande musicista, ma combina insieme elementi tali da costruire un romanzo. Sorprendenti sono inoltre le analogie fra il genio Mozart e il genio di casa, il suo Giacomo: Mozart è un bambino prodigio, ha un grande talento, è di salute cagionevole, ha un rapporto controverso con il padre, manifesta avversione per il paese d’origine, soffre spesso di condizioni economiche precarie, muore a soli trentacinque anni e il suo corpo finisce in una fossa comune. Può sembrare paradossale, ma questi elementi si attagliano perfettamente alla vita e al destino del poeta. Ecco dunque che a quest’opera Paolina affida la sua personalissima immagine e ricostruzione dell’esistenza di Giacomo e dei rapporti di lui con il padre Monaldo.

Paolina Leopardi era nata a Recanati il 5 ottobre 1800 dai conti Monaldo e Adelaide Antici. Costretta a vivere reclusa nel palazzo di Recanati, non riuscì mai a sposarsi, sia per la dote esigua sia per la scarsa avvenenza. Donna di profonda cultura, si dedicò allo studio e alla lettura di libri e giornali, divenendo raffinata traduttrice di opere in lingue straniere e preziosa collaboratrice della rivista paterna «La Voce della Ragione». Nel 1832 pubblicò la sua prima opera, Viaggio notturno intorno alla mia camera. Traduzione dal francese dell’opera di Xavier de Maistre, libro di forte denuncia della sua condizione morale e fisica. Legatissima alla famiglia e ai suoi fratelli, solo dopo la morte della madre, avvenuta nel 1857, poté realizzare i suoi sogni e viaggiare; in particolare volle visitare le città in cui aveva vissuto l’adorato fratello Giacomo. E proprio nella città forse più amata da Giacomo, Pisa, si ammalò e si spense il 13 marzo 1869.